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usi e costumi |
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Il popolo togolese, formato da diverse etnie provenienti da differenti zone dell'Africa, è legato ad un così alto numero di usanze e tradizioni popolari, religiose legate alle tappe evolutive della vita dell'uomo, al susseguirsi delle stagioni, alla natura che per elencarle tutte bisognerebbe scrivere un'enciclopedia. Piazze e strade di ogni villaggio sono spesso luogo di feste e cerimonie caratterizzate da costumi sgargianti e danze sfrenate a ritmo di tamtam e non vi mancherà sicuramente l'occasione di assistere ad una di queste. Di seguito comunque elenchiamo le principali.
La festa dei bambini circoncisi, celebrata dagli ewe nel sud del Togo, è una manifestazione che coinvolge tutti gli abitanti del villaggio di appartenenza dei neonati; dura in genere tre giorni durante i quali accompagnati da danze e banchetti succulenti si sacrifica la selvaggina volatile alle divinità locali.
"Evala" è una lotta che tradizionalmente i ragazzi fanno per celebrare il passaggio dall'adolescenza alla vita di adulto; la manifestazione diffusissima al Nord del Paese ha acquisito un'importanza nazionale: ogni anno in agosto si svolge una sorta di campionato di "evala" diffuso anche dalla televisione. Accanto a questa lotta fra adolescenti maschi, le ragazze competono nella "Kpeme", una sorta di danza a petto nudo, per alcuni giorni nel villaggio natale, a dimostrazione dell'avvenuta maturità sessuale.
Il matrimonio tradizionale che si affianca a quello civile e religioso è una cerimonia si svolge nel paese natale della sposa. La celebrazione, che dura circa tre giorni, coinvolge praticamente tutta la popolazione del villaggio e consiste in una serie di riti propiziatori; danze al ritmo di tamtam, lauti banchetti accompagnano le fasi della cerimonia celebrata dallo chef del villaggio. Il primo giorno la sposa lascia la casa dei genitori accompagnata dalle donne già sposate del villaggio e viene rinchiusa in una stanza dove, a simbolo di purificazione, le si versano su mani piedi e viso soluzioni di acqua e mais; dopo di ché la sposa viene abbigliata con vesti donate dalle donne del villaggio. Il secondo giorno la sposa deve andare alla ricerca dell'acqua per ogni casa del villaggio; solo l'ultimo secchio va nella casa dei genitori dove un corteo di fanciulle l'attendono con canti e cerimonie. Nel frattempo gli uomini parenti dello sposo si riuniscono presso il padre della sposa per portargli la dote costituita da una valigia contenente tessuti di valore, biancheria intima, trucco, scarpe (il tutto per la sposa), nonché una sedia in legno e una stuoia simboli del focolare, liquori e un bue per festeggiare il matrimonio. Al terzo giorno mentre le donne preparano i piatti per la cerimonia la sposa va ai campi con le vecchie per imparare il mestiere della contadina; al termine tutta la famiglia si riunisce e in processione per tutto il villaggio sfoggia la dote della sposa.
La festa chiamata "Awizan" è la festa del fagiolo, si tiene a Tsevie e dintorni, tutti gli anni il secondo sabato del mese di agosto: al momento della raccolta la gente si scambia ogni sorta di dono; danze e banchetti accompagnano come sempre la cerimonia.
"Etezan" è la festa dell'igname: consiste in una serie di riti di ringraziamento alle divinità per il buon raccolto.
La festa "Ekpekoko" che si tiene ad Aneho sul Golfo di Guinea ad inizio anno, consiste nella raccolta di sassi dall'oceano al fine di prevedere dal colore delle pietre raccolte la buona o cattiva sorte dell'anno.